Linguistica computazionale: quando l’informatica è al servizio dell’italiano

Nel mondo in continua evoluzione della comunicazione digitale, la linguistica computazionale rappresenta uno degli incontri più affascinanti tra scienze umanistiche e tecnologia. Ma cosa significa esattamente? E, soprattutto, a cosa serve? In che modo può essere utile nell’analisi dei testi, nella critica letteraria e perfino in ambito giudiziario?

Cos’è la linguistica computazionale

La linguistica computazionale è la disciplina che studia i linguaggi naturali attraverso strumenti informatici. In altre parole, è quel settore che si occupa di insegnare alle macchine a comprendere, elaborare e generare il linguaggio umano, in tutte le sue sfumature. Se oggi possiamo dettare un messaggio al nostro smartphone o farci tradurre una pagina da una lingua all’altra, lo dobbiamo a questa branca interdisciplinare che unisce informatica, linguistica, intelligenza artificiale e statistica.

A cosa serve

Oltre alle applicazioni quotidiane come i correttori automatici, i traduttori online o gli assistenti vocali, la linguistica computazionale ha un impatto sempre più forte in campi come:

  • l’analisi del sentiment (per capire cosa pensano le persone su un certo argomento online),

  • l’elaborazione del linguaggio naturale (NLP) nei chatbot,

  • la creazione di sintesi automatiche di testi,

  • il riconoscimento vocale,

  • la traduzione automatica neurale,

  • la stilometria.

Ed è proprio quest’ultimo ambito a offrire spunti sorprendenti per chi si occupa di scrittura, editoria e letteratura.

Stilometria: l’impronta digitale dello stile

La stilometria è la scienza che studia lo stile linguistico attraverso l’analisi quantitativa. Detta più semplicemente: analizza testi per individuare tratti ricorrenti, schemi lessicali, costruzioni sintattiche e abitudini espressive che caratterizzano un autore o un’opera.

Oggi, grazie alla linguistica computazionale, gli strumenti stilometrici sono sempre più raffinati. Ma cosa permettono davvero di scoprire?

Risultati celebri: la stilometria in azione

La stilometria ha portato alla luce risultati clamorosi in diversi ambiti. Eccone alcuni tra i più noti:

  • Il caso Elena Ferrante: nel 2016, un’équipe dell’Università di Padova e della Columbia University ha usato tecniche stilometriche per confrontare i romanzi firmati Ferrante con le opere di vari autori napoletani contemporanei. Il software ha suggerito con alta probabilità che dietro lo pseudonimo si celasse Domenico Starnone, avvalorando ipotesi già circolanti.

  • I Federalist Papers: uno dei primi e più famosi esempi di uso della stilometria. Questi scritti politici americani del XVIII secolo erano firmati con pseudonimi. Grazie all’analisi computazionale dello stile, fu possibile distinguere con alta affidabilità i testi scritti da Alexander Hamilton da quelli di James Madison.

  • Il caso del “diario del mostro”: in ambito forense, la stilometria ha aiutato le indagini legate al cosiddetto Mostro di Firenze. Alcuni documenti sospetti, come lettere anonime e appunti, sono stati analizzati per verificare possibili compatibilità con la scrittura di sospettati. Pur non offrendo “prove assolute”, l’analisi stilometrica ha fornito elementi di supporto alle indagini tradizionali.

  • L’attribuzione di Lazarillo de Tormes: in Spagna, l’analisi computazionale ha cercato di risolvere il mistero dell’autore del famoso romanzo picaresco del Cinquecento. Vari candidati sono stati confrontati attraverso modelli stilometrici, restringendo il campo dei possibili autori.

Questi esempi dimostrano quanto la linguistica computazionale, e in particolare la stilometria, sia uno strumento potente per fare luce su testi anonimi o controversi, in ambito sia letterario sia giudiziario.

L’italiano al centro della rivoluzione linguistica

La lingua italiana, con la sua ricchezza morfosintattica e il suo lessico sfumato, rappresenta una sfida stimolante per la linguistica computazionale. Tuttavia, sono sempre di più i progetti (come ItWac, TDiT o PAISÀ) che mettono al centro l’italiano, arricchendo risorse, banche dati e modelli linguistici specifici per la nostra lingua.

La sfida dei prossimi anni sarà rendere questi strumenti sempre più accessibili, affidabili e integrati nelle pratiche di ricerca, analisi e scrittura.


Vuoi approfondire?

  • Per esplorare strumenti di stilometria online: Stylo (plugin per R)

  • Per esplorare corpora dell’italiano: PAISÀ, ItWac

  • Per l’elaborazione automatica dell’italiano: Istituto di Linguistica Computazionale “Antonio Zampolli” (ILC-CNR)

Valentina Becattini – Tuo Editor e…

“Linee di morte”, di Gianluca Villano

Linee di morte, di Gianluca Villano

Gianluca Villano è un autore prolifico e attivo sin dal 2002, con all’attivo numerose poesie e racconti. La sua opera più nota è La Corona delle Rose, una saga fantasy in cinque volumi. Linee di morte, pubblicato da Youcanprint nel febbraio 2025, segna il suo esordio nella narrativa fantascientifica post-apocalittica e distopica.

E se la violenza, con i suoi eccessi di rabbia incontrollata, si diffondesse per contagio? Gianluca Villano parte da questa inquietante ipotesi per costruire Linee di morte, un romanzo distopico che, più che guardare a un futuro immaginario, sembra riflettere con sconcertante attualità i lati più oscuri del nostro presente.

In un mondo devastato da un’energia aliena che instilla una follia omicida nelle persone, i superstiti si ritrovano rinchiusi nei rifugi sotterranei, costretti a convivere con la paura, il sospetto e le proprie ombre interiori.

Villano non si limita a tratteggiare uno scenario post-apocalittico credibile e angosciante: al centro della narrazione c’è Jade, una protagonista tenace e profondamente inquieta, che affronta un viaggio interiore fatto di dolore, redenzione e rinascita. La sua lotta non è solo per la sopravvivenza fisica, ma per ritrovare fiducia in sé stessa e nell’altro, in un mondo dove egoismo e disperazione minacciano ogni forma di umanità. Il tema del sacrificio, dell’amore come motore di resistenza e di rinascita, attraversa l’intera vicenda con forza autentica.

Lo stile asciutto e diretto dell’autore, privo di orpelli, accompagna il lettore in un racconto incalzante, che non concede tregua. Ogni scena è funzionale, ogni immagine è nitida: Villano scrive per colpire, per far riflettere, per tenere il lettore sul filo della tensione.

Il ritmo serrato è uno dei maggiori punti di forza del romanzo, così come la costruzione dell’ambientazione – immersiva e claustrofobica – e la capacità di rielaborare i cliché del genere distopico con originalità, evitando prevedibilità e sapendo sorprendere.

Ma Linee di morte è, soprattutto, una storia profondamente umana. Ambizione, amore, orgoglio, delusione, senso di riscatto: questi sono i veri mattoni con cui si costruisce la vicenda, rendendola vicina, vera, quasi intima. Villano ci mostra che anche nell’abisso della distruzione totale, può resistere un filo di speranza. Basta avere il coraggio di seguirlo.

di Valentina Becattini – Tuo Editor e…